La memoria dell’Ateneo, i suoi studenti e la fede nella crescita

“Questo delle troppe università, insieme con l’altro dei pessimi costumi di certune università che sono focolari o palestre di un camorristico procacciarsi la vita – come appunto mostrava il Salvemini di quella di Napoli – è uno dei peggiori danni del nostro insegnamento superiore. Ora che il terremoto sopprime una città italiana, e con essa un’università, dovrebbe essere inteso che questa seconda soppressione è definitiva. E, se Messina dovrà risorgere, si potrà compensarla in altro modo; seppure è il caso di parlare di compensi e non di un conto nuovo di dare e di avere. Ad esempio si potrà istituire nella nuova Messina delle scuole professionali, adatte alla Sicilia, o una scuola superiore di commercio. Ma di università non si parli più; ed ai professori superstiti si provveda diversamente, sin da ora”.

Romolo Murri,

La Voce, 14 Gennaio 1909

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Mir Sarajevo

A quindici anni dall’inferno vissuto durante l’assedio durato dal marzo ’92 fino al novembre ’95 quando furono firmati gli accordi di Dayton, la città di Sarajevo dà una sensazione, tutt’altro che superficiale, di una tipica capitale balcanica ripresasi notevolmente dal più lungo assedio della storia bellica.

Il centro storico brulicante di vita, l’aria orientaleggiante che si respira, ma soprattutto la facilità con cui si trovano centri di culto differenti ad un palmo l’uno dall’altro, porterebbe a domandarsi come sia stata possibile una così veloce ripresa da una guerra combattuta tra vicini di casa. Musulmani ,ebrei , ortodossi, cattolici si vedono scorazzare per le vie di Sarajevo, chi più riconosciuto per segni visibili e chi meno perché la religione non lo richiede. Si potrebbe, allora, ritornare a chiamarla la Gerusalemme d’occidente, un mosaico di religioni che si fondono in un unico acquerello.

La varietà religiosa e culturale se, da un lato, si fa simbolo di armonica convivenza , dall’ altro crea un muro invisibile, intangibile seppur concretizzatosi negli accordi del ’95 quando si stabilì la divisione della Bosnia-Erzegovina in due entità: la Federazione ( croato-musulmana) e la Repubblica Srpska di Bosnia. Un muro di Berlino che si respira e che si vive ogni giorno nelle periferie di Sarajevo.

Una Repubblica patriottica che porta alto il nome di Mladic, che continua a cercare la propria indipendenza dal resto del paese, che utilizza le scuole come mezzo di diffusione nazionalista, che vede come un ostacolo al suo progetto di ricostruzione una possibile entrata nell’UE; ed a pochi passi, una Federazione piegata da una frammentazione politica interna portata all’esasperazione, che non riesce ad avere un governo stabile capace di mettere ordine e avere fiducia. (continua…)

L’università e il riflesso del paese

Nell’ambito di un disegno di  riduzione “lineare” ed indifferenziata della spesa pubblica, si è introdotta negli ultimi anni una decurtazione del Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Università di ben 1,5 miliardi di euro, nonostante l’Italia investa nella formazione universitaria circa lo 0,8% del Prodotto Interno Lordo a fronte di una media europea che si attesta oltre il 2%.

Se in una prima fase la riduzione delle risorse ha riguardato tutte le realtà accademiche, ha preso progressivamente forma un modello effettivo di riforma che punta a rompere lo “schema di sviluppo orizzontale” del sistema universitario italiano, introducendo nei fatti quella che si profila sempre più chiaramente come una differenziazione tra Poli Universitari di Primo e di Secondo Livello.

Dall’esercizio di bilancio dell’anno in corso il 7% del Fondo di Finanziamento Ordinario, pari a 525 milioni di euro, viene assegnato sulla base di presunti parametri di “virtuosità” riferiti al triennio 2001-2003.

In rapporto all’introduzione di questo nuovo schema di valutazione e distribuzione delle risorse, 27 Atenei vengono privati di finanziamenti, destinati contestualmente alle realtà universitarie più “virtuose”.

Dei 27 Atenei in questione 24 sono Atenei meridionali, conseguenza automatica dell’operatività dei parametri che si è inteso adottare nella “valutazione” delle istituzioni accademiche. Tra i parametri in questione figurano: la capacità degli Atenei di attrarre finanziamenti esterni; la percentuale di laureati che trovano un’occupazione a tre anni dalla laurea; la valutazione della didattica  basata su meri criteri quantitativi. E’ evidente come si tratti di parametri che concretizzano la precisa volontà politica di creare un sistema universitario “a due livelli”, ancorato rispetto ad un quadro di riferimento economico-territoriale.

Le possibilità di attrazione di finanziamenti esterni sono infatti strettamente correlate al contesto economico dell’Ateneo. La presenza di imprese che investono sulla ricerca applicata e l’azione di promozione scientifico-culturale delle Fondazioni Bancarie costituiscono i principali elementi capaci di incidere in rapporto a tale criterio di valutazione. Su questo piano Foggia non presenta certo le stesse potenzialità di Milano, o Palermo quelle di Torino. Si tratta inoltre di una scelta che tende a privilegiare le Università monotematiche, quali sono i Politecnici, rispetto alle Università generaliste che coprono ogni ambito della conoscenza, della formazione e della ricerca. (continua…)

Università Eclettica

L’associazione Università Eclettica nasce allo scopo di favorire la partecipazione attiva degli studenti in ogni ambito del sistema universitario: dall’ampliamento degli spazi di crescita e di confronto intellettuale all’integrazione dei processi formativi universitari.
L’idea di fondo è che gli studenti non debbano rappresentare dei semplici “fruitori” di un sistema di servizi predeterminato, bensì il centro motore ed il termine ultimo di quel complesso intersecarsi di processi che si chiama Università.
Troppo spesso la distanza ed il rapporto di subalternità tra gli studenti e le istituzioni universitarie ha contribuito ad accrescere le distorsioni del sistema.
Troppo spesso processi di autoreferenzialità hanno relegato gli studenti in una condizione di sostanziale marginalità.
Le idee, le proposte, gli interessi degli studenti devono costituire un termine di riferimento costante, e spetta agli studenti stessi affermare questo ruolo.
Università Eclettica, sin dalla sua costituzione, ha realizzato numerose attività quali: cineforum, seminari tematici, convegni, assemblee, contribuendo al recupero di spazi per gli studenti, sia in termini di confronto che in ambito di strutture fisiche utilizzabili.
La costante veicolazione di informazioni relative all’amministrazione dell’Università e la promozione di iniziative volte a favorire il rispetto dei diritti e l’affermazione di nuove opportunità per gli studenti, hanno da sempre costituito il tratto distintivo di Università Eclettica.